PIETRO DISEGNA

     


Pietro Disegna

Pietro Disegna
Maestro d’arte, designer, gestalt counsellor.
Svolge attività in vari ambiti quali la pittura, la scultura, l’illustrazione, il fumetto, la grafica,
la progettazione, l'art counselling.
Musicista e cantautore, studia e promuove lo sviluppo della creatività e la crescita personale.

CRITICA
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"Verso l'arte"

Dopo una lunga esperienza nell’arte astratta, ispirato dall’arte di Kandinskij, Mirò e Klee, sento la necessità di trovare un nuovo modo di esprimermi con la pittura.
Nelle espressioni e nelle correnti dell’arte del secolo scorso individuo aspetti analitici “distruttivi”in senso positivo, che dividono, frazionano e spezzano per mettere in discussione e superare le modalità espressive del passato. Ne sono esempi: la scomposizione della forma, la divisione della luce, lo stravolgimento della prospettiva, la decontestualizzazione dei simboli e degli oggetti di uso comune, la rottura dello spazio e l’annullamento della superficie pittorica, l’uso dei pixel per esprimere i dettagli o il complesso di emozioni e concetti.
Oggi voglio esprimere e manifestare, attraverso la mia pittura, la necessità di trovare un nuovo fondamento su cui poggiare l’arte: un nuovo archetipo dell’arte. Ricerco una radice sana, un punto di partenza caratterizzato non da un'attività analitica, ma legato all’esperienza. L’arte ricomincia dall’uomo: terreno fertile ed entità che osserva e percepisce se stessa senza interferire, per esprimersi quindi attraverso la pittura. Voglio sperimentare e manifestare gli aspetti e le dimensioni dell’essere umano: la fisicità, il pensiero, la spiritualità, il carattere, il sentimento, la bellezza, la volontà, l’amore, la consapevolezza, il Sé.
Credo che il tempo dell’analisi “distruttiva”, necessaria per fuggire e stravolgere l’arte del passato, sia terminato.
Credo sia necessaria una nuova rotta per avanzare, un percorso nuovo da intraprendere non per “andare via da” ma per “andare verso”.

L’arte oggi può manifestarsi in qualsiasi modalità. Può liberamente attingere alle esperienze del passato sia da un punto di vista tecnico che formale, purché parta da questo nuovo presupposto. Cioè dall’osservazione di sé, per produrre un'arte che non sia più una reazione agli eventi e alla realtà ma una azione consapevole.
L’artista non può rappresentare la realtà prescindendo dalla rappresentazione di sé stesso e, per rappresentarsi, deve andare verso la conoscenza di sé. Lo scarto che c’è tra la fredda conoscenza e la consapevolezza è un vuoto che va colmato attraverso la ricerca di senso. Basta con l’immagine e il concetto estetico messi su un piedistallo, è necessario svegliarsi dalla trance indotta da affascinanti idee ammaliatrici che alimentano il vuoto.
Secondo la teoria della comunicazione, la natura della realtà, gli eventi e i fenomeni sono percepiti dall’osservatore in modo distorto a causa del “rumore” che l’osservatore stesso produce.
Andare verso la conoscenza del mezzo attraverso cui si osserva, cioè se stessi con le proprie percezioni, è di primaria importanza soprattutto per l’artista che è portavoce del divenire. Se osserviamo il fenomeno attraverso una lente distorta o scheggiata, la nostra percezione sarà inevitabilmente distorta. Allora è necessario andare verso la conoscenza e la consapevolezza della lente attraverso cui osserviamo non per ricreare la realtà in modo più oggettivo, ma per restituirne l'immagine in modo consapevole.

Pietro Disegna


Pietro Disegna è un artista poliedrico, le cui scelte estetiche trovano precise e significative corrispondenze con la sua vicenda di vita.
Lo conosco da molti anni e sono testimone delle decisioni che lo hanno portato progressivamente e con determinazione a dedicarsi anima e corpo all'arte, abbandonando ogni altro mezzo di sussistenza che non fosse connesso con la creatività e con la trasmissione del suo sapere.
Col tempo e grazie alla sua arte, Pietro mi è parso negli anni cambiare profondamente; il suo temperamento gioioso placarsi, la sua intelligenza creativa distillarsi in gesti sempre più misurati e intensi. Dall'immediatezza e aggressività dei suoi squillanti ed estetizzanti acrilici degli anni Novanta sembra trascorsa un'era. Così come dai tempi del gioco facile, della battuta gustosa e dei nonsense che animavano le serate trascorse insieme ad amici comuni.
Oggi Pietro Disegna appare serafico, distaccatamente ma acerrimamente critico nei confronti della realtà di oggi. Tra i corridoi e gli ampi spazi vuoti della sua casa-studio, disseminata di oggetti che alludono e ostentano la volontà di un ritorno alla semplicità, quando non alla sobrietà (arredi di recupero, materie prime) si respira un'aria solo apparentemente placida.
Piuttosto si è colti alla sprovvista dai segni di un'inquietudine esistenziale, da una sete di risposte che si traduce nella presenza interrogativa di un'altalena ancorata al soffitto del soppalco, nell'allusività di un grande monitor posto su un tavolo vicino al luminoso ingresso, nel bagliore elegante e fiabesco delle sue lampade di carta bianca, a schiarire scorci di una quotidianità sospesa, nell'icasticità di una serie di forme irrisolte che segnano altrettanti interrogativi formali (sculture, porzioni di opere), nella rilettura del feng – shui.
La poliedricità e la frammentarietà del percorso artistico di Disegna appaiono qui in tutta la loro paradossale organicità. Organico è il percorso dell'artista oggi, perchè l'organicità e l'unione, all'insegna dei principi filosofici di consapevolezza e armonia cari al mistico armeno Georges Ivanovi? Gurdjieff, cui si allude, direttamente e indirettamente, in molte opere, sono i punti cui l'esistenza umana di Pietro Disegna sempre, incessantemente tende.
La sua è una critica artistica e perciò pragmatica alla cecità e alla vanità del mondo contemporaneo, non lontana dalle pratiche ecologiste in senso lato (ecologia del pensiero come ambiente e dell'ambiente come pensiero) che uniscono a livello transnazionale movimenti e comunità che ricollocano urgentemente l'etica al centro dell'agire umano. L'etica creativa è quindi il fulcro della recente produzione artistica di Pietro Disegna: quadri, sculture, oggetti ed idee di biodesign, progetti formativi ed educativi che sembrano cercare, chiedere e infine promuovere un concetto il più possibile organico dell'esistenza umana.

Pietro Disegna’s creative ethics
by Riccardo Triolo

Pietro Disegna is a polyhedral artist whose aesthetic choices correspond precisely and significantly with the events of his life.
I have known him for many years and have witnessed the decisions he has made that have led him, progressively and decisively, to dedicate his body and soul to art and abandon all other means of subsistence that are not connected with creativity and the transmission of his knowledge.
Over time, and thanks to his art, it appears to me that Pietro has changed deeply over the years; his joyous temperament has calmed down, his creative intelligence has been instilled in his increasingly moderate, intense gestures. It seems that an era has passed since the immediacy and aggressiveness of his shrill and aesthetic acrylics of the 90’s. As well as since those times of simple fun, amusing jokes and nonsense that animated the evenings we spent together with our friends.
Today, Pietro Disegna appears seraphic, detached yet bitterly critical of today’s reality. Among the hallways and large empty spaces of his home-studio, filled with strewn objects that allude to and feign a desire to return to simplicity, if not sobriety (recycled furnishings, raw material), the air you breathe only appears calm.
Instead, you are caught unaware by the signs of his existential restlessness, by his thirst for answers that translate into the inquisitive presence of a swing anchored to the ceiling of the loft, into the allusiveness of a large monitor placed on a table near the well-lit entrance, into the elegant and fairy-tale like glimmer of his white paper lamps that brighten up glimpses of a everyday reality left suspended, into the vividness of a series of unresolved forms that indicate just as many queries of form (sculptures, parts of works), into the rereading of feng – shui.
The polyhedral and fragmentary nature of Disegna’s artistic journey is evident here in its paradoxical organicity. Today, the artist’s path is organic, as organicity and union, dictated by the philosophic principles of awareness and harmony beloved by the mystic Armenian Georges Ivanovi? Gurdjieff to whom he alludes directly and indirectly in many of his works, are the points towards which Pietro Disegna’s human existence is always and continuously inclined.
His criticism is artistic and therefore pragmatic with regard to the blindness and vanity of today’s world and is not far removed from ecological practices in a broad sense (ecology of thought as environment and environment as thought) that unify movements and communities that, on a transnational level, are urgently reinstating ethics at the center of human behavior. Therefore, creative ethics is the hub of Pietro Disegna’s most recent artistic production: paintings, sculptures, objects and ideas of biodesign, formative and educational projects that appear to search for, demand and finally promote a concept of human existence that is as organic as possible.

Può l'astratto far pensare?
di Moreno Gaudenzi

Per la mostra di Pietro Disegna dal titolo; Vanità è struttura....
1 In questa occasione siamo protagonisti o spettatori di un intervallo nel percorso di ricerca di Pietro Disegna. Sempre il processo di ricerca, che è anche un processo creativo, procede per fasi successive. Adesso siamo su un ponte di collegamento fra una fase di provenienza figurativa (in cui si conosce già abbastanza quello che stiamo facendo, scrivendo, dipingendo, costruendo, quando possiamo dire di conoscere abbastanza il senso e le modalità di produzione dei nostri oggetti) ed una fase di arrivo astratta. Nella prima tappa per noi è oramai già noto quello di cui trattiamo
...(segue

 

 

 

     
       
       
       
       
       
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the Victory of the Instinct / La Vittoria dell'Istinto

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